Anna Politkovskaja – bozza inedita

15 gennaio 2010

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Questa è una illustrazione/bozza mai proposta all’editore per il libro “Anna Politkovskaja”, Promo Music Books.
Giocavo con la neve, il rosso, e una città fatta di cartone. Alla fine si è optato per qualcosa di più semplice e d’impatto, come vedrete in tutte le librerie.

Malcovich su Carta Straccia

7 gennaio 2010

uomini_volantinoDal nuovo numero di Carta Straccia, fanzine urbana che sta riscuotendo un discreto successo popolare,  ci sarà una mia nuova serie di personaggi creata ad hoc per la rivista; pensando al suo aspetto assai “urbano”, punk e underground ho ideato la saga de “Gli uomini volantino” che viene introdotta così:

“Camminando per strada incrociate sguardi. Per quattro secondi immaginate, cercate, penetrate quelle persone. Prima di andare avanti e buttarle via”.

In pratica in ogni numero vorrei disegnare un personaggio che ho incontrato nella realtà e immaginare la sua vita, le prime impressioni che mi ha dato e fantasticare su di esse, prima di continuare a camminare e dimenticarlo.

Un caffè scorretto

25 dicembre 2009

caff04Vi immaginate di poter conoscere ogni singolo bar e i suoi clienti, i loro pensieri, le loro vite, I loro gusti, i loro racconti, il loro umore? Ora vi viene data questa opportunità con un libro, “Caffè Scorretto“, edito in tiratura limitata dalla Caffetteria Fenaroli di Lanciano.

Pubblicato il 23 dicembre per festeggiare i 15 anni di questo locale molto molto particolare. Diversi CLIENTI (e vi assicuro che i clienti sono molto particolari) hanno aderito scrivendo aneddoti, racconti immaginati in quella location, donando scatti di volti, di bicchieri, di cani, di cantanti, di sorrisi, di passanti. E fumetti. Tra questi clienti ci sono anche io e vi ho pubblicato una storia chiamata “C’era un siciliano, un irlandese e un abruzzese“; si tratta di un racconto illustrato in cui tre persone si incontrano a Bologna e ognuno racconta della sua terra di origine. Arrivato il turno dell’abruzzese (io) inizia la storia commemorativa di questa Caffetteria. Questo incontro c’è stato realmente, ne ho parlato anche in questo blog, circa tre anni fa, quando mi ero appena trasferito a Bologna. I riferimenti sono reali.

Torniamo al volume. Penso che sia un’opera unica. Leggere di clienti che raccontano di ricordi tutti loro è commovente, umano, caldo. Intimo. Segreti dati in stampa. Scrittori  inediti. Il resto del mondo non sa cosa si sta perdendo. Un bel regalo per far entrare in questo bar chi non c’è mai stato.

Il Natale dei Valori

15 dicembre 2009

idvIllustrazione vettoriale realizzata per una cartolina di auguri di Italia dei Valori commissionata da Guermandi.it

Inizialmente pensavo ad una mano che (ri)poneva il bambinello tra i due operai ma in questo periodo è molto sentito il “problema crocifisso” e dunque la religiosità è un argomento scomodo in politica. Poteva essere un messaggio molto forte per il cliente; leggendo alcune interviste mi è parso di capire che il partito non era sfavorevole al crocifisso  dunque in questo visual avrebbe riportato un…Valore (a tema con il nome dello schieramento. Il gioco di parole è stato ripreso nello slogan).

Poi si è deciso di andare più sul leggero: il Valore è il tetto – e dunque la possibilità di averne uno con un lavoro stabile – che viene posto in un Presepe fatto da operai.

La versione bianca poteva apparire un pò “ospedaliera”; quella rossa un pò “comunista”; in politica è un dilemma scegliere i colori come potete immaginare. Alla fine ha prevalso il “rosso Natale”.

“Se sarà un buon 2010 dipenderà anche da te” mi è venuto in mente pensando al senso di responsabilità che ha ognuno di noi; in questo caso assume una sfumatura più “da voto”.

Musica e gettoni? Non un juke box ma una lavanderia automatica.

14 dicembre 2009

16133_201886307197_689717197_3176746_7493004_n Domenica scorsa.Dovevo lavare un pò di roba. Così io e il mio coinquilino Fab abbiamo deciso di usare quell’oretta di attesa per fare un concerto acustico con invito virtuale generico inserito sul mio profilo facebookiano due ore prima (mentre pranzavamo, praticamente.Buono il tonno). Il live, tenutosi presso una lavanderia a gettoni in via Saragozza, Bologna,  è durato 30 minuti + pausa trasferimento panni dalla lavatrice all’asciugatrice + 30 minuti=asciugatura. Ringraziamo chi è venuto! E’ stato fantastico suonare davanti alla fermata del 20 con la vecchina che approvava.

BIANCO MARRONE – in tutte le edicole da metà dicembre su “Il Popolo”

10 dicembre 2009

carlo marroneNello speciale numero di dicembre de Il Popolo – in tutte le edicole d’Italia nella seconda metà del mese – ci sarà (anche) una mia storia a fumetti di ben 4 pagine. Vedremo “l’avventuroso poichè precario” Carlo Marrone alle prese con una favola natalizia (un pò cinica ma con morale) chiamata “Bianco Marrone”.
Ultimamente ho problemi a trovare morali forzate per le mie storie, così sono partito improvvisando ed effettivamente l’improvvisazione ha portato Carlo in luoghi comuni natalizi ma visti dalla dinamica di questo anti eroe. Troverete quindi battute sugli affitti alti, sulla paura degli extracomunitari, sulle renne allo spiedo.

La storia ruota principalmente su un pensiero che lessi in un’intervista a Bono degli U2 a cui chiesero perchè una poco credibile rockstar come lui dovrebbe aiutare delle popolazioni povere; rispose in maniera per me illuminante: “Può un povero aiutare un povero?”

E, aggiungo, perchè i non poveri (noi) per non dire ricchi (alcuni di noi) non aiutano i più poveri?

Forse perchè siamo schiavi di quello che abbiamo – dobbiamo badare a tanti oggetti e cose, curarli, averne una manutenzione periodica; parliamo di oggetti, ripeto – ed è una schiavitù di cui bisogna parlare.

Hai barattato la tua libertà per degli oggetti?

Per quanto banale, do la precedenza alla verità del messaggio più che al suo alto o basso grado di originalità.

Bisogna ridare importanza e priorità alla verità dei messaggi più che al loro uso per mettere in risalto la nostra persona.

Carlo Marrone su Il Popolo di dicembre. In tutte le edicole.

7 dicembre 2009

vignettaNel numero di dicembre de Il Popolo, Carlo Marrone se la vedrà con la questione del crocifisso e ci sarà un dialogo alla Don Camillo.

Qui di fianco vedete una vignetta, all’interno del giornale troverete la striscia intera.

Ho avuto modo di esporre la mia a riguardo: la religione è una cosa molto intima, non va imposta ma va trovata. Al di là del credere o meno mi ha però incuriosito la reazione della gente: quando il crocifisso c’era nessuno ci faceva caso; ora che va tolto tutti si accorgono della sua presenza. Paradossale.

cancro00

Piccola nota: dal numero scorso ho disegnato anche i personaggi del Poposcopo ovvero Carlo Marrone  in “pose da segno zodiacale”. Qui trovate una versione di “Cancro” rimasta inutilizzata e sostituita all’ultimo momento

La cover di TAJGA dei THE MARIGOLD

3 dicembre 2009

Ormai probabilmente avrete sentito parlare di questo album uscito con la Acid Cobra Records, Deambula Records e I Dischi del Minollo.
Prodotto da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator penso sia uno dei migliori dischi che ho sentito nell’ultimo anno e mezzo.
Io e i The Marigold, oltre a conoscerci personalmente, abbiamo già collaborato per il loro precedente Erotomania di cui ho curato la grafica. Continuo a pensare che quella copertina se stampata su un 33 giri avrebbe reso molto molto di più. Un’altra chicca da rivelare è una canzone chiamata The Cluster composta dal cantante, Marco Campitelli, in cui suono una chitarra e partecipo come backing vocal: è la song che uso nel filmato delle presentazioni di NUMBers e che in genere scatena il ballo in pubblico. Tutt’ora rimasta inedita.
Circa un anno fa Marco mi ha ricontattato per farmi ascoltare come procedevano i lavori del nuovo album e sopratutto per propormi di curarne la grafica. Quando ho ascoltato i pezzi sono rimasto spiazzato e intimorito: spiazzato perchè è un album molto diverso dal precedente – è più spirituale e meditativo -  e intimorito perchè sentivo di trovarmi di fronte a qualcosa di importante: c’era una responsabilità grande: dare l’immagine a un grande album.
Ascoltandolo mi veniva in mente il bianco, il freddo, la neve. E un’innalzamento direi spirituale: alberi che si protendono dalla neve in terra verso il cielo. Sono partito da uno scatto che feci a Mantova mesi prima.
marig_0Tuttavia, anche rendendolo in bianco e nero, la foto non rendeva. L’album aveva un che di graffiante.
Era un freddo che faceva male. Che scavava. Che lasciava un segno. Inconscio, fa freddo dentro.
Se una foto non riusciva ad esprimere l’inconscio di un ascoltatore, forse conviene far disegnare o scrivere quest’ultimo.
Presi pennello e acrilico e iniziai a dipingere degli alberi neri che emergevano dal bianco foglio, bianco neve.

marig_01Le inviai a Marco, anche se non ero ancora convinto. Bè, neanche lui. In effetti mancava qualcosa, a parte il font un pò “fighetto”. Riguardandole adesso, penso che queste bozze sarebbero stare buone per degli eventuali singoli tratti dall’album.
Lasciai il lavoro in sospeso per un pò: iniziavo ad averne timore.
Una domenica mattina decisi di riaffrontarlo; di fronte alla mia camera c’è un bosco, la finestra ridà sugli alberi.
Misi su il cd, lo riascoltavo. La foto non riusciva nell’intento. Il pennello era troppo morbido per rappresentare quel suono. Come disegnare questi alberi graffianti in un freddo secco? Col taglierino! Presi un cartoncino e mentre ascoltavo il cd mi esaltavo: iniziai a tranciarlo con il taglierino, credetemi, come un maniaco.marig_02 A volte pensavo ad una puntata di Muciaccia ma per adulti.
Fu la prima volta che disegnai con un taglierino e mi accorsi che rendeva come nessun altro strumento poteva fare in quel caso. Giacchè mi trovavo, presi il foglietto dove mi ero appuntato i titoli e creai un lettering fatto apposta per l’album, sempre con il taglierino:

marig_03Da quel punto si può dire che iniziò la lavorazione finale dell’album.

Riutilizzai tutto, compreso le vecchie pennelate, per gli interni. mari_05

Un’idea che mi balenò in testa per il front cover era quella di inserire un albero disegnato con il pennello, dunque più morbido, tra gli alberi disegnati con il taglierino: avrebbe rappresentato una diversità di sensibilità. L’effetto visivo però non mi piaceva così lasciai perdere. E siamo arrivati alla copertina attuale

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NUMBERS: un anno fa

30 novembre 2009

numbers_kainmalcovichCirca un anno fa fu pubblicato “NUMbers – un’equazione sociale” dalla Gattogrigio Editore.
La data in realtà risale al 23 ottobre 2008 (giorno del mio 28° compleanno) -  il 24 invece alla prima presentazione -  e il 29 novembre fu presentato in una stupenda e indimenticabile serata presso la Leggere Strutture Factory di Bologna: ringrazio tutto lo staff.
400 copie sono state fatte fuori nel giro di due mesi circa. Alcune di esse ho avuto l’onore di consegnarle personalmente a “illustri” quali Gipi, Enrico Brizzi, Walter Veltroni e Laura Scarpa. Lo avranno letto? Non lo so e probabilmente no con tutto quel cacchio che hanno da fare ma mi piace pensare che lo abbiano sfogliato in treno (o in quell’altro posto assai intimo di casa), tornando da Bologna…
Dopo un anno posso dire, risfogliandolo, che ha saputo trasmettere la confusione di una folla in crescita  poichè non è un romanzo, non è una raccolta di poesie ma puro divertissement: un giochino letterario che non ha una storia ma delle regole “matematiche” da rispettare.
C’è chi l’ha capito e chi no ma va bene così.
Con questo ringrazio tutti anticipandovi che si vocifera una ristampa in una edizione completamente nuova e rivista…ma per ora non posso dirvi niente.

Nuova aggiunta nella pagina Comics & More

29 novembre 2009

olimpAggiunto fumetto…in abruzzese (e sottotitolato!). La storia si chiama “Oggi ci stanno le Olimpiadi”, pubblicato precedentemente sul volumetto “Matite Mediterronee”uscito in occasione dei Giochi Mediterranei del 2009 e svolti in Abruzzo. Il libro ospita diversi vignettisti abruzzesi. In questa storia però nonparlo degli atleti, bensì del pubblico: un padre e un figlio vanno a pescare e si ritrovano di fronte a una gara nel lago. A loro insaputa. Qui la pagina

Comics & More

Intervista alla Gattogrigio su Teletutto TV

26 novembre 2009

Catalogo Editori AssociatiSul web è disponibile l’intervista televisiva alla e sulla Gattogrigio, associazione e casa editrice copyleft (senza spesa per gli autori) che circa un anno fa pubblicò il mio libro, NUMBers – un’equazione sociale e il volume antologico “X” dove c’è anche la mia storia illustrata “Bianco da riempire”.
Il direttore nonchè autore Leonardo Tonini racconta le vicende (secondo me divertenti) di questa casa editrice nata per scherzo da un paesino vicino Brescia, Castiglione delle Stiviere, e ora conosciuta un pò in tutta Italia.

Autori e lettori, dateci un occhio:
Mieu

Distratti per mestiere

23 novembre 2009

mozart_kainUno schizzo rimasto inutilizzato per una locandina di un concerto a Milano.
Per quanto banale, penso che l’illustrazione rifletta la causa della sbadatezza di molti artisti: non ascoltano, si ascoltano, ascoltano quello che hanno per la testa.
Bè, non sempre, ok.
Questo spiega perchè non mi chiuderei mai in una stanza piena di artisti come mi è accaduto una volta, durante un compleanno a cui ero stato invitato, qui a Bologna: sembrava un insieme di monologhi. All’epoca non conoscevo bene neppure la festeggiata, ora che ci penso.

Mi presento da solo.

Suono, entro. Vedo una telecamera dentro questa cucina che riprendere gli invitati e proietta le loro immagini sul muro.
Sempre dentro la cucina. E tutti a guardarsi.

Ricordo solo che a un certo punto uscì il discorso delle “spiagge di Fossacesia”, abruzzesi, e avevo trovato, pensavo, un punto di appiglio per dialogare con questi tizi
- Ah, sai, la mia città è lì vicino! Conosco benissimo quella spiaggia
- Mh. Tuttavia sono per l’espressionismo. Io colgo, non tengo- Mi ha risposto
Non so cosa intendesse, forse condivideva o forse dovevo passargli sono il caffè. Se dovessi ridisegnare quella scena, farei questi tizi al tavolo e le loro ombre che dipingono, scrivono, si spompinano a vicenda e avvitano lampadine.

Altre volte la distrazione mi ha salvato. Penso ad anni fa; parlavo con un superiore:

- Sa, voi grafici siete proprio distratti a volte. Con lei non è ancora capitato ma lo aspetto. Lei che ne pensa? -  Mi fa

- Penso che se non ci distraessimo, noi grafici, da dove trarremmo l’ispirazione? Anzi, dovremmo distrarci di più.

Si complimentò con me per la mia paraculaggine.