Una nuova versione de “”L’imperatore del Nord” di Robert Aldrich impaginata per Filmaker’s Magazine e Koch Media. Altre info riguardo questa edizione qui
Impaginando un film di Aldrich
14 maggio 2010Una pagina pubblicitaria
20 aprile 2010PUBBLICITà FANTASMA – i manifesti che NON vedrete
28 marzo 2010Ricordate la campagna Autunno/Inverno di D’Autilio, quella della scarpa sulla luna per intenderci? Il piano originale prevedeva che ci fosse una seconda puntata durante l’uscita della collezione Primavera/Estate. Si pensava di utilizzare un altro evento, vecchio o attuale, per raccontare la storia di un secolo (D’Autilio è un negozio esistente dal 1908) o meglio, il cammino in un secolo, dal punto di vista di una…scarpa. La campagna che state per vedere affissa, non ideata da me ma in cui ho fatto solo da consulente per alcune cose, seguirà tutt’altro tema.
Le idee che ho proposto mi sembravano carine, peccato siano state scartate. Eccone due:
Cosa ci fa una scarpa elegante in un campo da calcio?
Forse un pò in anticipo dato che parliamo di fine marzo, ma non sarebbe stato male uscir prima di tante altre campagne che avranno la stessa tematica. Lo slogan ovviamente gioca con il fatto che quando sono stati fatti i primi mondiali, D’Autilio già esisteva.
Altra idea era questa. Richiamare la Dolce vita, una scarpa che viene slacciata per poi – chissà – fare il bagno nella fontana di Trevi. Qui vedete l’inizio dell’ideazione dunque ancora molto “fotomontaggio” (di bozze stiamo parlando).
Italiani miei
27 marzo 2010Il Natale dei Valori
15 dicembre 2009
Illustrazione vettoriale realizzata per una cartolina di auguri di Italia dei Valori commissionata da Guermandi.it
Inizialmente pensavo ad una mano che (ri)poneva il bambinello tra i due operai ma in questo periodo è molto sentito il “problema crocifisso” e dunque la religiosità è un argomento scomodo in politica. Poteva essere un messaggio molto forte per il cliente; leggendo alcune interviste mi è parso di capire che il partito non era sfavorevole al crocifisso dunque in questo visual avrebbe riportato un…Valore (a tema con il nome dello schieramento. Il gioco di parole è stato ripreso nello slogan).
Poi si è deciso di andare più sul leggero: il Valore è il tetto – e dunque la possibilità di averne uno con un lavoro stabile – che viene posto in un Presepe fatto da operai.
La versione bianca poteva apparire un pò “ospedaliera”; quella rossa un pò “comunista”; in politica è un dilemma scegliere i colori come potete immaginare. Alla fine ha prevalso il “rosso Natale”.
“Se sarà un buon 2010 dipenderà anche da te” mi è venuto in mente pensando al senso di responsabilità che ha ognuno di noi; in questo caso assume una sfumatura più “da voto”.
La cover di TAJGA dei THE MARIGOLD
3 dicembre 2009Ormai probabilmente avrete sentito parlare di questo album uscito con la Acid Cobra Records, Deambula Records e I Dischi del Minollo.
Prodotto da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator penso sia uno dei migliori dischi che ho sentito nell’ultimo anno e mezzo.
Io e i The Marigold, oltre a conoscerci personalmente, abbiamo già collaborato per il loro precedente Erotomania di cui ho curato la grafica. Continuo a pensare che quella copertina se stampata su un 33 giri avrebbe reso molto molto di più. Un’altra chicca da rivelare è una canzone chiamata The Cluster composta dal cantante, Marco Campitelli, in cui suono una chitarra e partecipo come backing vocal: è la song che uso nel filmato delle presentazioni di NUMBers e che in genere scatena il ballo in pubblico. Tutt’ora rimasta inedita.
Circa un anno fa Marco mi ha ricontattato per farmi ascoltare come procedevano i lavori del nuovo album e sopratutto per propormi di curarne la grafica. Quando ho ascoltato i pezzi sono rimasto spiazzato e intimorito: spiazzato perchè è un album molto diverso dal precedente – è più spirituale e meditativo - e intimorito perchè sentivo di trovarmi di fronte a qualcosa di importante: c’era una responsabilità grande: dare l’immagine a un grande album.
Ascoltandolo mi veniva in mente il bianco, il freddo, la neve. E un’innalzamento direi spirituale: alberi che si protendono dalla neve in terra verso il cielo. Sono partito da uno scatto che feci a Mantova mesi prima.
Tuttavia, anche rendendolo in bianco e nero, la foto non rendeva. L’album aveva un che di graffiante.
Era un freddo che faceva male. Che scavava. Che lasciava un segno. Inconscio, fa freddo dentro.
Se una foto non riusciva ad esprimere l’inconscio di un ascoltatore, forse conviene far disegnare o scrivere quest’ultimo.
Presi pennello e acrilico e iniziai a dipingere degli alberi neri che emergevano dal bianco foglio, bianco neve.
Le inviai a Marco, anche se non ero ancora convinto. Bè, neanche lui. In effetti mancava qualcosa, a parte il font un pò “fighetto”. Riguardandole adesso, penso che queste bozze sarebbero stare buone per degli eventuali singoli tratti dall’album.
Lasciai il lavoro in sospeso per un pò: iniziavo ad averne timore.
Una domenica mattina decisi di riaffrontarlo; di fronte alla mia camera c’è un bosco, la finestra ridà sugli alberi.
Misi su il cd, lo riascoltavo. La foto non riusciva nell’intento. Il pennello era troppo morbido per rappresentare quel suono. Come disegnare questi alberi graffianti in un freddo secco? Col taglierino! Presi un cartoncino e mentre ascoltavo il cd mi esaltavo: iniziai a tranciarlo con il taglierino, credetemi, come un maniaco.
A volte pensavo ad una puntata di Muciaccia ma per adulti.
Fu la prima volta che disegnai con un taglierino e mi accorsi che rendeva come nessun altro strumento poteva fare in quel caso. Giacchè mi trovavo, presi il foglietto dove mi ero appuntato i titoli e creai un lettering fatto apposta per l’album, sempre con il taglierino:
Da quel punto si può dire che iniziò la lavorazione finale dell’album.
Riutilizzai tutto, compreso le vecchie pennelate, per gli interni. 
Un’idea che mi balenò in testa per il front cover era quella di inserire un albero disegnato con il pennello, dunque più morbido, tra gli alberi disegnati con il taglierino: avrebbe rappresentato una diversità di sensibilità. L’effetto visivo però non mi piaceva così lasciai perdere. E siamo arrivati alla copertina attuale

Uscito TOILET COMICS con una storia disegnata dal buon vecchio Kain. In tutte le Feltrinelli.
9 novembre 2009
Toilet Comics – fumetti brevi e lunghi a seconda del bisogno
La storia che ho disegnato è scritta da Roberta Mangiapelo e si chiama “As if to nothing”. Prima del fumetto io e l’autrice introduciamo il tutto con qualche riga.
Mi è piaciuta molto la storia disegnata da Mauro Balloni, bel tratto.
Nel libro c’è anche una storia di JUN, con cui ho già lavorato per la tavola “La perfezione è un uomo con un cazzo lungo da qui fino alla Mecca”, per un periodo comparso nel sito di GRAZIA e che continua a riscuotere successo nelle mie esposizioni (l’originale attualmente è presso Zammù, via Saragozza, Bologna).
Sette Tavoli – schizzi (letteralmente) e logo finale
8 ottobre 2009Dovevo dare una mano. Elena mi manda una mail e mi dice che devono aprire un locale a Bologna e hanno qualche proposta di logo e chissà cosa ne pensavo io. Bè, alla fine non ho resistito e ho iniziato a schizzare qualcosa. “Ci vuole qualcosa di rustico ma fine”, mi scrivono. Pennelo, inchiostro. E poi razionalità. Inizialmente sono usciti fuori il logo in basso a sinistra e quello in alto a destra. Però mancava qualcosa. Qualcosa che racchiudesse il “tavolo” formato dalle “T”: un ambiente. Ed ecco spiegato il quadratone rosso, che ora è il logo definitivo.

Pubblicità e comunicazione per D'Autilio
6 ottobre 2009
Campagnia adv studiata per Fratelli D’Autilio.
Art director: Mirko Di Francescantonio Ph: Roberto Colacioppo
E questa è stata la versione finale della comunciazione per D’Autilio, versione 6×3. Roberto mi ha passato molte foto.
C’era questa modella in spiaggia che doveva far finta di stare sulla luna.Poi avrei ritoccato il resto. Ma questa foto mi ha convinto subito. Era quella adatta per essere scontornata e proiettata nello spazio. Era sera, cercavo di assemblare tutto velocemente. Con la mente stanca non riuscivo più a mettere due parole d’italiano sensate vicino.
“Dal 1920 noi….dal 1920 con voi…da prima che la luna ci fosse noi già c’eravamo….naaaa”
Silvia, che era distesa sul letto a studiare, con la sua calma e con un tono leggermente ironico mi fa: “Mh…avevamo già preso piede”
“Cribbio, non ci credo. L’hai tirato fuori così!”
“Cosa?”
“Lo slogan!”











