Circa un anno fa fu pubblicato “NUMbers – un’equazione sociale” dalla Gattogrigio Editore.
La data in realtà risale al 23 ottobre 2008 (giorno del mio 28° compleanno) - il 24 invece alla prima presentazione - e il 29 novembre fu presentato in una stupenda e indimenticabile serata presso la Leggere Strutture Factory di Bologna: ringrazio tutto lo staff.
400 copie sono state fatte fuori nel giro di due mesi circa. Alcune di esse ho avuto l’onore di consegnarle personalmente a “illustri” quali Gipi, Enrico Brizzi, Walter Veltroni e Laura Scarpa. Lo avranno letto? Non lo so e probabilmente no con tutto quel cacchio che hanno da fare ma mi piace pensare che lo abbiano sfogliato in treno (o in quell’altro posto assai intimo di casa), tornando da Bologna…
Dopo un anno posso dire, risfogliandolo, che ha saputo trasmettere la confusione di una folla in crescita poichè non è un romanzo, non è una raccolta di poesie ma puro divertissement: un giochino letterario che non ha una storia ma delle regole “matematiche” da rispettare.
C’è chi l’ha capito e chi no ma va bene così.
Con questo ringrazio tutti anticipandovi che si vocifera una ristampa in una edizione completamente nuova e rivista…ma per ora non posso dirvi niente.
NUMBERS: un anno fa
30 novembre 2009Nuova aggiunta nella pagina Comics & More
29 novembre 2009
Aggiunto fumetto…in abruzzese (e sottotitolato!). La storia si chiama “Oggi ci stanno le Olimpiadi”, pubblicato precedentemente sul volumetto “Matite Mediterronee”uscito in occasione dei Giochi Mediterranei del 2009 e svolti in Abruzzo. Il libro ospita diversi vignettisti abruzzesi. In questa storia però nonparlo degli atleti, bensì del pubblico: un padre e un figlio vanno a pescare e si ritrovano di fronte a una gara nel lago. A loro insaputa. Qui la pagina
Intervista alla Gattogrigio su Teletutto TV
26 novembre 2009
Sul web è disponibile l’intervista televisiva alla e sulla Gattogrigio, associazione e casa editrice copyleft (senza spesa per gli autori) che circa un anno fa pubblicò il mio libro, NUMBers – un’equazione sociale e il volume antologico “X” dove c’è anche la mia storia illustrata “Bianco da riempire”.
Il direttore nonchè autore Leonardo Tonini racconta le vicende (secondo me divertenti) di questa casa editrice nata per scherzo da un paesino vicino Brescia, Castiglione delle Stiviere, e ora conosciuta un pò in tutta Italia.
Autori e lettori, dateci un occhio:
Mieu
Distratti per mestiere
23 novembre 2009
Uno schizzo rimasto inutilizzato per una locandina di un concerto a Milano.
Per quanto banale, penso che l’illustrazione rifletta la causa della sbadatezza di molti artisti: non ascoltano, si ascoltano, ascoltano quello che hanno per la testa.
Bè, non sempre, ok.
Questo spiega perchè non mi chiuderei mai in una stanza piena di artisti come mi è accaduto una volta, durante un compleanno a cui ero stato invitato, qui a Bologna: sembrava un insieme di monologhi. All’epoca non conoscevo bene neppure la festeggiata, ora che ci penso.
Mi presento da solo.
Suono, entro. Vedo una telecamera dentro questa cucina che riprendere gli invitati e proietta le loro immagini sul muro.
Sempre dentro la cucina. E tutti a guardarsi.
Ricordo solo che a un certo punto uscì il discorso delle “spiagge di Fossacesia”, abruzzesi, e avevo trovato, pensavo, un punto di appiglio per dialogare con questi tizi
- Ah, sai, la mia città è lì vicino! Conosco benissimo quella spiaggia
- Mh. Tuttavia sono per l’espressionismo. Io colgo, non tengo- Mi ha risposto
Non so cosa intendesse, forse condivideva o forse dovevo passargli sono il caffè. Se dovessi ridisegnare quella scena, farei questi tizi al tavolo e le loro ombre che dipingono, scrivono, si spompinano a vicenda e avvitano lampadine.
Altre volte la distrazione mi ha salvato. Penso ad anni fa; parlavo con un superiore:
- Sa, voi grafici siete proprio distratti a volte. Con lei non è ancora capitato ma lo aspetto. Lei che ne pensa? - Mi fa
- Penso che se non ci distraessimo, noi grafici, da dove trarremmo l’ispirazione? Anzi, dovremmo distrarci di più.
Si complimentò con me per la mia paraculaggine.
IN TUTTE LE EDICOLE: Il Popolo n.2 con la mia nuova striscia e intervista su laripubblica.com
11 novembre 2009
Nel numero di novembre de Il Popolo, attualmente in tutte le edicole d’Italia, trovate una mia intervista dove parlo del progetto de laripubblica.com, il non-giornale della realtà al contario di cui sono direttore, e delle strisce del mio nuovo personaggio “La vita avventurosa poichè precaria di CARLO MARRONE”; si tratta di un character che non esprime le sue preferenze politiche ma vive e subisce l’Italia; che tu sia di destra o di sinistra vivrai gli stessi problemi, e in questi stessi c’è l’unione di un popolo. Almeno in questo personaggio. Inutile dire che Carlo Marrone altri non è che un Charlie Brown italianizzato, ormai 40enne, disoccupato, e con un cappio al collo come cravatta. In questo numero leggete il suo incontro/scontro con il testimonial del vaccino: un redivivo TOPO GIGIO!
Uscito TOILET COMICS con una storia disegnata dal buon vecchio Kain. In tutte le Feltrinelli.
9 novembre 2009
Toilet Comics – fumetti brevi e lunghi a seconda del bisogno
La storia che ho disegnato è scritta da Roberta Mangiapelo e si chiama “As if to nothing”. Prima del fumetto io e l’autrice introduciamo il tutto con qualche riga.
Mi è piaciuta molto la storia disegnata da Mauro Balloni, bel tratto.
Nel libro c’è anche una storia di JUN, con cui ho già lavorato per la tavola “La perfezione è un uomo con un cazzo lungo da qui fino alla Mecca”, per un periodo comparso nel sito di GRAZIA e che continua a riscuotere successo nelle mie esposizioni (l’originale attualmente è presso Zammù, via Saragozza, Bologna).
Tavola esposta al Chocovillage, Lanciano
3 novembre 2009Cosa fareste se doveste consegnare una tavola per una esposizione di vignettisti abruzzesi che ha come tema la cioccolata ma non avete tempo e siete in tutt’altra parte d’Italia? Realizzate una tavola sotto dettato telefonico: “Allora, pa’, prendi un pennello e un barattolo di nutella e scrivi: “Non posso disegnare se mangio cioccolata!” – tecnica Nutella su carta”. E quello a destra è mio padre. (PH Arnolfo Paolucci)
E ALLA FINE INCONTRAI GIPI.
Ieri pomeriggio.
10 marzo 2009
E ALLA FINE INCONTRAI GIPI.
Ieri pomeriggio.
Gran giornata di sole. Gran caldo. Come al solito voglio farmi 4 fave e un bel piccione ripieno: lasciare la valigia nella vecchia casa per fare un altro carico per l’attuale trasloco al ritorno, dopo esser passato alle poste per ritirare i soldi della caparra della nuova casa, dopo esser passato all’incontro con Gipi alla Feltrinelli, dopo essermi goduto questa giornata, questa fantastica giornata di sole in cui la primavera vuole esplodere come un seno dal petto di una liceale che ha voglia di esser donna dopo il lungo periodo di rincoglionimento da telefilm per teen ager e ha deciso di far vedere a Brenda, Dylan, Dawson e i Power Ranger come si fa ad usare il divano del salotto, quello dove si guarda appunto la TV, in modo creativo. “Ah, guardatemi, poster!” Già me li immagino: Brenda, Dylan, Dawson e i Power Ranger
“Oh, cazzo, questa roba non ce la scrivono nel copione! Cambiate canale! Basta!”
“Brenda, è lei che ha il telecomando, non possiamo”
e che la guardano dallo schermo mentre ella esplora posti ed effetti misteriosi con il ragazzo di turno venuto a studiare con lei una delle lezioni più indimenticabili della sua vita.
Ma non è di queste esplosioni ormonali che vi volevo parlare.
Ma dell’incontro che ho avuto con Gipi.
Gipi, il disegnatore ora famoso e che io seguo dai tempi di Black.
Ero andato un’ora prima, sapendo che adesso è una celebrità e mi aspettavo una gran fila e nessun posto a sedere nella libreria che trovo ancora chiusa. C’era il banchetto di Amnesty lì affianco, il tipo già mi stava puntando la penna contro. Cerco così una scusa morale per non sentirlo, come fanno molti, e il mio occhio va su Gianni, la gelateria. “Fa caldo. E ho pranzato con due fette di salmone. Si, è lecito farsi un gelato”. Mi faccio così un gelato, ma questa è un’altra avventura. Giro l’angolo, mi fermo davanti alla Feltrinelli di via Zamboni. Mi giro.
E chi passa la domenica pomeriggio lì davanti? Eh, lui. Anzi loro: Gipi e un amico.
Lo guardo, non so se rompergli i coglioni. Penso al fatto che ho una vita sola, così gli rompo i coglioni:
- Ehm, scusa ma tu…sei Gipi?
- Ehm…si – fa il timido
- e…ehm…posso romperti i coglioni un attimo? E’ che dopo avrai la tua folla
- e…certo, si ok
Prendo il suo libro che mi ha regalato Barbara. Barbara, cribbio, Barbara, Barbara dove dove…da quella busta tiro fuori dei ricordi, quest’uomo non ne sa niente del sussulto al cuore che mi è venuto per un attimo. Lì c’è anche la sua dedica. Di lei. Respiro, inspira, sospira, inspira, tira fuori.
- ecco…se mi metti una firma. Una dedica. Uno scarabocchio. Mi chiamo Mirko
- Con la K?
- Si si
- Eccola lì
- Troppo gentile. Ormai ti ho rovinato il primo pomeriggio: una foto?
Sorride. Non se lo aspettava. Neanche io che gli chiedessi una cosa del genere. Ma continuo a pensare che ho una vita sola e che quest’uomo per me è un grande e mi fece tornar la voglia di disegnare in alcuni momenti, quando sfogliavo “Saluti dalla Provincia”
Gli lascio una copia di NUMBers.
- è per te. l’ho portato apposta
Guarda la copertina, sorride, non se lo aspettava un regalo o qualcosa del genere, credo. Credo, eh.
Se lo infila nello zainetto.
Non lo leggerà, lo sfoglierà, chissà. Per un momento forse avrò ricambiato.
- Allora ci vediamo alla presentazione! – mi fa
Lo ascolto alla presentazione. Mi annoto questa cosa che ha detto, in modo umile, mentre agitato fumava:
- Una cosa insegnavo ai miei allievi a Firenze: ricordatevi che dentro di noi NON C’è UN CAZZO! Non cercate cose profonde dentro di voi, ma fuori. Nelle periferie, nelle strade. Non girate gli occhi dentro, ma fuori. Lì troverete tante cose. Tante storie. E troverete anche voi stessi
E’ stato bellissimo incontrarlo.
Un’ora dopo vedo anche Laura Scarpa, un’editrice. Anni addietro, se avete letto questo blog, la incontrai a Lanciano e mi diede dei consigli che non ho mai dimenticato, sui disegni e i fumetti
- La signora Scarpa?
- Si?
- Non si ricorda di me. Ma io mi ricordo dei suoi consigli. Bè questo è per lei.
Altra copia di NUMBers.
Per ringraziarla.
Torno alla vecchia casa, carico la valigia. Continuo il trasloco.
Nel prossimo numero di C-Magazine, una fine rivista culinaria che ha
25 novembre 2008
Nel prossimo numero di C-Magazine, una fine rivista culinaria che ha come tema portante “ciò che NON inizia per C” sarò l’artista ospite del mese.
Trovate una mia illustrazione fatta a posta l’altra sera sul divano, mentre mi crepavo di freddo e cercavo un nome per un Sambernardo che non è mai arrivato.
mai arrivato
mai arrivato
mai arrhivato
mai
*







