Per quella persona a me cara.
Due personaggi, G e M, si rincontrano dopo 10 anni.
Il primo, G, se ne andò, partì, e non tornò. M è un immaginatore.
Qui, solo qui, i due si rincontrano.
M – Eccoci qui. Lo sapevi. Lo sapevi che l’avrei fatto, in qualche modo
G – Ce ne hai messo di tempo. Sei sempre il solito rincoglionito, ma alla fine ce l’hai fatta
M – Per 10 anni ho cercato di capire come fare. Come fare a far qualcosa che fosse "all’altezza di te".
G – Hai detto bene. Mi fai sentire un divo. Bravo, sei assunto!
M – Oh, mica è facile. Ci ho provato, se ti ricordi, subito dopo, quando accadde. Scrissi un raccontino sul quel blocchetto che mi portavo dietro, ai tempi delle superiori. Io e Domenico scrivemmo anche una canzone.
G – Si si, mi sono "proprio commosso" (Ndr. sta sfottendo M): Per un pò ho pensato che stavi diventando ricchione. "Io, tu e il campo da baseball della 167", com’è che si chiamava? E mi avevi fatto anche un ritratto che non ci somigliavo per un cazzo. Bel disegnatore, pure le mostre ti fanno fare
M – Ahahahah. Vaffanculo, va’. Non solo che ho cercato di farti un omaggio. Mica è facile. Sembrava tutto goffo, forzato. Ridicolo. Non è facile ritrarre
G – Vuoi che mi spoglio nudo? Ehhh? Ohhh, Mirko, amuruccio mio, muah muah!
M – Che schifo, già ci vedo nella scena di Titanic
G – bLaaaaahhh, brividi!
M – comunque. Dieci anni dopo. Era l’unico modo. Non descriverti ma…farti tornare in vita. Scrivendo
Arrogante da parte mia. Ma bisogna essere arroganti per fare ste cose.
G – Ecco qui, l’onnipotente! Com’è che ti fai chiamare ora? Cain? Chein?
M – Kain, "Malcovich". Ho un cognome troppo lungo etc etc. Già mi imbarazzano ste cose.
G – Eh. E quindi che devo fare?
M – Ma niente. Pensavo di farci una camminata.
G – Tutto sto casino per una camminata?
M – Mah, vabbò. Era per raccontarti un pò. Insomma, non so se hai letto i giornali negli ultimi 10 anni…
G – Ecco, questo mi fa incazzare di te e di voi. Non è che io sia morto "morto". Ci sono, vi guardo, vi sento. Qualcosa lo so. Se la piantate di piangere e ricordami "male"…
M – Dici poco. Mhh. Paglia?
G – Ah, si, passamene una. Sono 10 anni che non fumo. Dove sono andato non si può fumare.
M – To’, appiccia. Comunque. Tu sai delle Torri gemelle, di tutta quella roba lì?
G – Le Torri gemelle? Quelle della 167?
M – No no! Quelle di New York! Le hanno fatto cadere. Un attentato terroristico. Accadde nel 2001, qualche hanno dopo che te ne sei andato
G – Merda! E che è scoppiata, la guerra?
M- Eh, diciamo che l’America non ha reagito bene alla cosa. Guerre, invasioni. Hanno impiccato anche Hussein qualche anno fa. Ce lo hanno fatto entrare con sta cosa
G – Si, si, qui ho saputo che è arrivato Saddam da qualche tempo, da noi. Ma c’entrava almeno?
M – Mah….un pretesto….Poi son seguite cose strane. Antrace, armi chimiche, animali ammalati. L’economia in declino…Insomma. Se giocassi a Risiko, non manderei i carrarmati per colpire uno stato. Gli tapperei la sua economia di esportazione. Anche agli alleati. Nessuno si fida della tua carne, della tua roba, il tuo mercato si dimezza…
G – Eh, ma almeno vedo che i brufoli ti sono passati. Ti hanno scambiato per un mostro e ti hanno fiondato un’arma chimica che ti ha fatto andate via i brufoli? Aahahahahaha
M – Aahahahahahaha
Ah, ti devo passare gli ultimi 3 album degli u2 e altra roba che ho comprato, sti 10 anni.
G – Registra sempre su cassetta, come sempre. che l’ascolto poi, un pò alla volta.
M – Ah! Su cassetta! Sai che ora va l’I-Pod?
G – L’ai che?
M – è tipo un walk man, tutto ad mp3. Ci entrano intere discografie
G – Che cazzo di serie A. Mi evitavo di portarmi tutta la scatola di cassette se l’inventavano prima. Ah, ma che fine ha fatto la mia cassetta? Quella con le musiche che ho composto?
M – Ah! "Gianluca Keyboard"! Ce l’ho a casa da qualche parte. Se diventatvi una rock star ci avrei fatto i soldi con un album postumo
G – Vaffanculo!
M -Ho anche il tuo zippo. Ma…ehm…
G – O cazzo, cosa hai fatto a quello zippo?
M – ti ricordi l’aquila che c’era attaccata? Si è perso un pezzo…ehm…un pezzetto, mi ha preso un male…
G – NO! NOOO! SEI UN TESTA DI CAZZO! Me l’aveva regalato Flavia, quanto mi faceva sangue quello zippo! Ma come hai fatto? Rincoglionito!
M – Oh, si è staccata. Mo sta dentro una scatola, al sicuro, lo zippo
G – Eh, ora che l’hai sfreggiato….capirai a che mi serve la tua custodia!
Ah, ma Marco come sta?
M – è da un pò che non lo sento. Sto qui a Bologna, vorrei rivederlo ma certe volte sparisco io. Non so ancora se mi trovo bene, a Bologna. è un pò troppo universitaria
G – Sci, ma chiamalo, no.
Fossi io lì, poi…sai quante universitarie…Piuttosto, Flavia come sta?
M – quando scendo la becco ogni tanto. Sai che sta con un tipo…non è stato facile….
G – Eh, ma come me non si trova, ah! Comunque si. Lo so che non è stato facile. Non mi perdonerò mai per quello che vi ho fatto. Mi dispiace….
M – ….è andata così. Non so perchè. Basta che aspettavi un momento ancora
G – ….non ce la facevo. non ce la facevo.
M – Se mi chiamavi, se…
G – Ero convinto. Ero un ragazzino
M – Sei rimasto un ragazzo di 19 anni.
G – …ah, tu invece vedo che sei invecchiato. Hai perso quei due peli che avevi in testa
M – sine. Ne ho quasi 29, di anni, ora. Pensa te.
G – e ora che "sei diventato famoso" (uh uh uh uh) voglio vedere se avresti cagavi ancora.
M – Ma quale famoso…ahahaha. Per due mostre e un librettino.
G – Eh, oh. Ti ho visto quando hai presentato.
Certo che potevi farmi una dedica in quel libretto, bell’amico che sei
M – Ci ho pensato. Ma non era il libro giusto. Deve essere quello giusto
G – Eccolo, il solito puro di cuore! Va a finire che è l’unico libro che fai, almeno c’era anche il mio nome!
M – per me non c’entravi qui. O in parte si. O meglio, aspetto che venga, se viene, qualcosa di adeguato.
Come questo dialogo.
Era l’unico modo. L’unico modo per omaggiarti. Farti tornare in vita. Con l’immaginazione. E il cuore.
G – Ce ne hai messo di tempo. Potevi fare un fumettino su di me, no?
M – mi sa che lo farò un fumettino su questa camminatina.
G – si, voglio vedere. Datti una mossa.
Oh,vado. Mi chiamano.
M – Vai. Ah…eh…uh…. Ti…voglio bene, eh
G – BLAAAAHHH! Sei diventato un finocchio! Alla larga!
M – deficente. Cia’
G – Cia’….e ricodari che ci sono.
Si. ci sei. Ci sei stato.
Io ti ho conosciuto.
In memoria di Gianluca Rosato. Un ragazzo che si è tolto la vita il 22 febbraio del 1999.
Era il mio migliore amico.
Lo porto con me.
Lo porterò con me.
Sempre.
Chiedo scusa a chi l’ha conosciuto e troverà questo testo offensivo e leggero,
ma penso che il modo migliore per ricordarlo, da parte mia che gli sono stato vicino per tanto tempo, era di raccontarlo così com’era: non drammatico, ma frivolo, leggero, strafottente, allegro.
E sopratutto…vivo!