IL RISPARMIO.
Oggi questa parola che ho sempre schivato chimicamente con tutto me stesso, io che professavo "quando esci RISPARMIATI IL RISPARMIO", è venuta a far parte dei miei pensieri. Ma sul serio. Ma allora ho 27 anni come dicono, mica scheravano.
La questione è che questo stage mi sta facendo scalare il conto del mio bancoposta, dunque la qualità dei pranzi che sto facendo è altrettanto scalata nel giro di una settimana; da trattoria, a pizzeria, a bar.
E oggi difatti sono andato a pranzare al supermercato.
Ero indeciso se prendere la serie da 5 di bocconcini o un vasetto di yogurt. Riflettendo, ho pensato che fin quando posso, mi tengo il solido. E’ andata per i bocconcini.
Avete mai mangiato dei bocconcini al mare? Bè, è un accostamento pari al vino con la pizza. Io non bevo mai il vino con la pizza, lo trovo una mancanza di gusto. Bè, oggi pomeriggio, nell’ora buca, stavo seduto su un muretto a guardare il mare mentre estraevo i bocconcini dalla confezione e li facevo sgocciolare per concludere il mio pranzo in cinque bocconi. E una bottiglietta d’acqua.
Guardavo il mare, e ogni tanto ero distratto dall’allarme di quel rivenditore di Porches dietro di me che suonava solo quando passavano i negri.
Finito di banchettare, fottendomene della raccolta differenziata, sono stato attratto da tutta quella sabbia: sembrava un miraggio: dal ventre della città esco fuori e mi trovo una visione di tranquillità, di qualcosa di candido. Niente traffico, niente pazzi, niente scolari del cazzo che si ammucchiano davanti alle fermate dei bus e mi impediscono di passare. Odio la vita e l’essere umano quando si ammucchiano in quell’ammasso di merendine e masturbazione precoce, generazione del 2007. Così ho cominciato a vaneggiare fino alla riva, fissavo solo la sabbia, sembravo un assetato, guardavo le impronte, a testa bassa, e tutto quel bianco, e sentivo il sole sulla nuca. Finchè mi ha svegliato l’acqua, ero arrivato fino alla riva. Alzo la testa e vedo….comincio a camminare, vedo un’immensa spiaggia bianca, e delle persone all’orizzonte che a volte incrociavo, persone a volte sole, altre in coppia, delle anime sperdute, e c’era il sole, ed era tutto fantastico, candido, sembrava il Paradiso con le anime che incroci come dice Dante e ho pensato che è fantastico non doversi per forza ammazzare quando hai voglia di vedere il Paradiso. Vado avanti, cammino nella sabbia, io col mio cappotto nero, la mia sciarpa turca, il basco e gli occhialetti nella sabbia. Mi sentivo come il vino con la pizza o i bocconcini col mare, ma allo stesso tempo ero accettato, e io e le anime che incrociavo ci rispettavamo. Poi risento I., le sento la solita ansia nei miei confronti, come se stesse parlando con un tumore vivente, un problema ormai lontanto. Molte persone che ho conosciuto col tempo si allontanano da me a causa del mio carattere irriquieto. Molte mi hanno detto dell’ansia che faccio venire quando sto sotto tono. Ed io non ho mai avuto il coraggio di dir loro di infilarsi i loro prosecchi su per il culo, se è questa la vita reale, quella fatta solo di cazzate, ma non sarebbe stato giusto, sarebbe solo un mio attacco di ira e niente più. Eppure cerco un sorriso, ho una voglia matta di ridere ma questo non lo capisce nessuno. E se ne vanno tutti per salvarsi, non so se da me. Mia madre l’altra sera mi ha detto che ho della rabbia dentro, della ribellione, e che sono peggio di mio padre. Ma io mio padre ce l’ho nel sangue, come ho lei. Torno sulla spiaggia. Rientro nel ventre della città, vado in ufficio. E ammazzo altre 4 ore della mia vita.






