Sono tornato a casa – a Lanciano – come di consueto, per le feste

Sono tornato a casa – a Lanciano – come di consueto, per le feste Natalizie.

IL VIAGGIO IN TRENO –
L’ARCA DI NOEL
Il viaggio in treno non è stato dei migliori; 4 ore in piedi con un braccio che teneva in equilibrio valigia + portatile + un sacchetto con una ventina di copie di NUMBers. Eravamo tutti ammassati, un vagone carico di bestie che si alitavano addosso. Man mano che scendavamo verso il sud, continuavamo a caricare su accenti diversi e più marcati, saporiti, ruspanti. Unti. Adoro il sud, perchè sa di qualcosa. Sembrava l’arca di Noè. L’arca di Noel. Le ferrovie di stato hanno preferito continuare a vendere biglietti piuttosto che bloccare le vendite e indirizzarci verso altri orari e altri treni. Penso che queste cose vadano scritte: ho pagato euri 29 per stare 4 ore in piedi e pressato in un’aria tesa dove uno schiaffo per nervosismo avrebbe creato una rissa a catena. L’espresso delle mignotte – quello dell’una di notte – che ho preso il viaggio precedente è stato molto più comodo.

NATALE CON I TUOI
Ieri ho passato un Natale in poltrona, da mia madre. Il pomeriggio sono andato con mio fratello al cinema; altra poltrona. "Spirit" è un film natalizio secondo i miei canoni. Intrattenimento puro con quei 20 secondi di pugni in cui Miller si sarà divertito. E anche io.
la sera poi sono andato da mio padre e abbiamo visto – sempre in poltrona – "Colpo Grosso" con Frank Sinatra e Dean Martin, il film che poi sarebbe stato riproposto come "Ocean 11".

Ho cercato di scaldami con un paio di brandy.
Pioveva.

ORA E NUMBers
Ora sono seduto in poltrona (eh), da mia madre.
Ieri mattina ho chiamato mio padre, dato che il pranzo non lo passavano insieme almeno un aperitivo mattutino potevamo condividerlo. Mi ha detto che stava andando in cimitero a trovare la nonna, "con dei fiori e un omogeneizzato" mi ha detto, ricordando il Natale scorso quando lei stava morendo. Volevo scrivere una canzone senza musica, l’avrei chiamata "Canzone di Natale di un figlio di divorziati" e diffonderla su internet. Poi ho lasciato perdere.

Mentre scrivo sto guardando "Fascisti su Marte" di Guzzanti. Penso che sia geniale.
I miei amici attendono Barbara, la vogliono conoscere. Stamane l’ho sentita; penso che non scenderà, e questo darà vita ad altre discussioni.
Era bellissimo girare in bici per Mantova,ho pensato.

Voglio iniziare a lavorare a "Lost in Venice".
NUMBers è andato abbastanza bene per la sua tiratura, in un mese e mezzo sono andate via un 350 copie. Le presentazioni sono state fantastiche: Castiglione, Bologna e l’ultima Manerbio, vicino Brescia. Ho capito che è difficile presentare questo lavoro, mi viene il mal di testa ogni volta che ne parlo. Non trovo però che sia un buon libro, ma che sia solo una buona idea. Mi ha sorpreso vedere che sia stato più apprezzato dagli insegnanti che dal resto del pubblico – quello che doveva essere il target. Penso che nessuno abbia il coraggio di dirmi che non ci ha capito un cazzo, ma va bene così, me lo merito per un lavoro fatto di fretta e con un ossessione: potrebbe essere il mio unico libro, e ho voluto sbatterci dentro molti concetti. La fretta di dire e di fare, perchè hai una vita sola e l’imprevisto è imprevisto. La morte è un pensiero che mi ossessiona. E mi condiziona, direi. Immagino che qualche saputello o saputella mi direbbe che è una cosa troppo scontata, per un "artista". Non la confesso mai, questa paura; la gente vuol stare spensierata e io rappresenterei un tumore ambulante con questo tipo di discorsi – ecco perchè vanno tanto i film di Vanzina e le attuali canzoni di Vasco Rossi – Così ho sbattuto tutto lì, che non si sa mai di questi tempi, almeno hai detto cosa pensi di tutto. Insomma, ho scritto un centro commerciale: tanto di tutto e lo specifico di niente.

POI
Mia madre non ha preso molto bene il fatto che starò meno con loro; il 30 torno a Bologna per prendere l’aereo ed andare a Istanbul.
Istanbul, la città dove i miei hanno trascorso la luna di miele. Recupero pezzi.

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