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	<title>Kain Malcovich - Graphic Designer, Dreamer &#187; amaury cambuzat</title>
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	<description>Advertising , Comix, Music and more by Mirko Di Francescantonio</description>
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		<title>THE SORCERER &#8211; AMAURY CAMBUZAT</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 05:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kain Malcovich</dc:creator>
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A settembre uscirà per l&#8217;Acid Cobra Records e Deambula Records il disco solista di Amaury Cambuzat  (Ulan Bator), &#8220;The sorcerer&#8221; per il quale ho realizzato la grafica. Dopo una serie di mail tra me, lui e Marco Campitelli dei The Marigold finalmente mi è arrivato a casa il materiale. Come nel caso dei The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/thesorcerer.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-574" title="thesorcerer" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/thesorcerer.jpg" alt="" width="400" height="401" /></a></p>
<p>A settembre uscirà per l&#8217;<a href="http://www.acidcobrarecords.com/" target="_blank">Acid Cobra Records</a> e <a href="http://deambularecords.wordpress.com/" target="_blank">Deambula Records</a> il disco solista di <strong>Amaury Cambuzat </strong> (Ulan Bator), <strong>&#8220;The sorcerer&#8221;</strong> per il quale ho realizzato la grafica. Dopo una serie di mail tra me, lui e Marco Campitelli dei The Marigold finalmente mi è arrivato a casa il materiale. Come nel caso dei The Marigold per <a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/latests/e-uscito-il-cd-dei-the-marigold-erotomania-prodotto-dal-cantante-155.html" target="_blank">Erotomania</a> e <a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/latests/la-cover-di-tajga-dei-the-marigold-435.html" target="_blank">Tajga</a> e in parte per i Buenretiro quando ho realizzato l<a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/illustrations/buenretiro-500.html">a loro locandina</a>, ho voluto ascoltare dei pezzi per capire il mood dell&#8217;album. Penso che la cover possa influenzare il godersi o meno un disco per un discorso di associazioni, perlomeno se siete dei fissati come me che devono prendersi un&#8217;oretta di tempo, chiudersi in camera, mettere su il CD e sfogliarsi il libretto nel durante consumando sigarette come pop corn . Una copertina brutta può essere una sorta di&#8230;sputtanamento dell&#8217;atmosfera del disco, ecco.</p>
<p>Un cd dove invece c&#8217;è stato un approccio più razionale è stato quello dei <a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/illustrations" target="_blank">Radia</a>; lo è anche la band e il suo disco, sono più &#8220;pensatori pop&#8221; e ne venne fuori quella cover un pò più definita e appunto&#8230;pop!</p>
<p>Con THE SORCERER ne è uscito fuori un risultato &#8220;improbabile&#8221; e  impulsivo. Erotomania e Tajga dei TheMarigold hanno delle copertine che ad alcuni sono piaciute molto ad altri meno; io trovo tutt&#8217;ora che siano adeguate ai relativi dischi. Graficamente sono stati sperimentali &#8211; nella realizzazione &#8211;  per me lo stesso vale per The Sorcerer.</p>
<p>Cambuzat mi ha spiegato il progetto: una sorta di colonna sonora ispirata al film &#8220;Tabù&#8221; di Murneau. Ho quindi cercato degli spezzoni sul web e mentre li guardavo ho messo su il disco. Mi sono soffermato molto su una pezzo chiamato proprio &#8220;The sorcerer (theme)&#8221;. L&#8217;ho rimesso diverse volte su mentre guardavo questi vecchi filmati in bianco e nero girati tra palme e indigeni. Cambuzat mi ha spedito una manciata di frames estratti dal film e mi ha colpito uno in particolare: un primo piano sfocato di un volto.</p>
<p><a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/frame.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-medium wp-image-576" title="frame" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/frame-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>L&#8217;ho lavorato, dato un effetto &#8220;righe da schermo&#8221;: il fatto che non venga dichiarato immediatamente che si tratta di una sorta di colonna sonora mi ha spinto a esprimerlo a livello grafico: al di là dell&#8217;associazione con il film, la musica ti porta in una pellicola che si srotola nella tua testa: mentre ascolti ti trovi, come in Tabù, in un&#8217;isola e a fine disco ti accorgi che quell&#8217;isola eri tu o qualche strano angolo di te. Non è  casuale anche la scelta del font, un &#8220;SF poster&#8221; che richiama i piccoli credits delle locandine cinematografiche, usato anche all&#8217;interno del booklet.</p>
<p>Ho provato a lavorare anche con un altro frame che ritraeva l&#8217;isola; qui vedete una bozza di copertina alternativa che in qualche modo mi richiama quella di &#8220;Viva la vida&#8221; dei Coldplay.<a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/sorcerer_alternativa.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-577" title="sorcerer_alternativa" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/sorcerer_alternativa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La selezione dei colori blu e rosso è stata impulsiva e forse inconscia: si trattano di due colori comprimari ovvero opposti: la loro associazione dà un leggero fastidio alla vista: ho così rafforzato il discorso di &#8220;schermo&#8221; e di interferenza. All&#8217;interno del book c&#8217;è un piccolo gioco che ho suggerito ad Amaury: la frase &#8220;keep cell phones turned off to the movies&#8221;. Oltre allo spegnere il telefonino durante la proiezione del film volevo proporgli altre frasi da cinema ma non usuali &#8211; semmai pazzoidi &#8211; tipo &#8220;non fate rumore con gli slip durante la proiezione&#8221; o &#8220;ruba i pop corn del moccioso a fianco a te&#8221;. Poi ci ho ripensato, è un album che chiede di aprire una porta e di ascoltare senza distrarsi, ascoltare e ascoltarsi. Ho messo da parte il baccano alla Kain, il concetto era decisamente più importante e meritava attenzione.</p>
<p><a href="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/interno.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img class="alignleft size-full wp-image-575" title="interno" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/interno.jpg" alt="" width="400" height="366" /></a></p>
<p>A pensarci ora, un&#8217;altra frase adeguata a questo punto sarebbe stata &#8220;Buona Visione&#8221;.</p>
<p>Poco prima di mandarlo in stampa mi sono ricordato di una frase che lessi, era più o meno così: &#8220;non potete dire di non leggere fumetti; i film, come i fumetti, sono una sequenza di frames&#8221;. Così abbiamo pensato di numerare i titoli delle canzoni con &#8220;Frame 1&#8243;, &#8220;Frame 2&#8243; e così via. Gli stessi titoli li ho riportati anche sulla label: nel mio immaginario, quando penso a una colonna sonora, mi vengono sempre in mente i primi CD anni 80 che riportavano i titoli anche sul disco. Eccoli lì.</p>
<p>Buon ascolto e spero anche&#8230;buona visione!</p>
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		<title>La cover di TAJGA dei THE MARIGOLD</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 22:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kain Malcovich</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai probabilmente avrete sentito parlare di questo album uscito con la Acid Cobra Records, Deambula Records e I Dischi del Minollo.
Prodotto da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator penso sia uno dei migliori dischi che ho sentito nell&#8217;ultimo anno e mezzo.
Io e i The Marigold, oltre a conoscerci personalmente, abbiamo già collaborato per il loro precedente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai probabilmente avrete sentito parlare di questo album uscito con la <a href="http://www.myspace.com/acidcobra" target="_blank">Acid Cobra Records</a>, <a href="http://www.myspace.com/deambularecords" target="_blank">Deambula Records</a> e <a href="http://www.myspace.com/minollorecords" target="_blank">I Dischi del Minollo</a>.<br />
Prodotto da <strong>Amaury Cambuzat</strong> degli <a href="http://ulanbator.free.fr/" target="_blank">Ulan Bator</a> penso sia uno dei migliori dischi che ho sentito nell&#8217;ultimo anno e mezzo.<br />
Io e i <a href="http://www.themarigold.com/" target="_blank">The Marigold</a>, oltre a conoscerci personalmente, abbiamo già collaborato per il loro precedente <strong>Erotomania</strong> di cui ho curato la grafica. Continuo a pensare che quella copertina se stampata su un 33 giri avrebbe reso molto molto di più. Un&#8217;altra chicca da rivelare è una canzone chiamata <strong><em>The Cluster</em></strong> composta dal cantante, Marco Campitelli, in cui suono una chitarra e partecipo come backing vocal: è la song che uso nel filmato delle <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IT5BN19eU2Q" target="_blank">presentazioni </a>di<em> NUMBers </em>e che in genere scatena il ballo in pubblico. Tutt&#8217;ora rimasta inedita.<br />
Circa un anno fa Marco mi ha ricontattato per farmi ascoltare come procedevano i lavori del nuovo album e sopratutto per propormi di curarne la grafica. Quando ho ascoltato i pezzi sono rimasto spiazzato e intimorito: spiazzato perchè è un album molto diverso dal precedente &#8211; è più spirituale e meditativo -  e intimorito perchè sentivo di trovarmi di fronte a qualcosa di importante: c&#8217;era una responsabilità grande: dare l&#8217;immagine a un grande album.<br />
Ascoltandolo mi veniva in mente il bianco, il freddo, la neve. E un&#8217;innalzamento direi spirituale: alberi che si protendono dalla neve in terra verso il cielo. Sono partito da uno scatto che feci a Mantova mesi prima.<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-436" title="marig_0" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/marig_0-150x150.jpg" alt="marig_0" width="116" height="116" />Tuttavia, anche rendendolo in bianco e nero, la foto non rendeva. L&#8217;album aveva un che di graffiante.<br />
Era un freddo che faceva male. Che scavava. Che lasciava un segno. Inconscio, fa freddo dentro.<br />
Se una foto non riusciva ad esprimere l&#8217;inconscio di un ascoltatore, forse conviene far disegnare o scrivere quest&#8217;ultimo.<br />
Presi pennello e acrilico e iniziai a dipingere degli alberi neri che emergevano dal bianco foglio, bianco neve.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-437" title="marig_01" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/marig_01-300x167.jpg" alt="marig_01" width="300" height="167" />Le inviai a Marco, anche se non ero ancora convinto. Bè, neanche lui. In effetti mancava qualcosa, a parte il font un pò &#8220;fighetto&#8221;. Riguardandole adesso, penso che queste bozze sarebbero stare buone per degli eventuali singoli tratti dall&#8217;album.<br />
Lasciai il lavoro in sospeso per un pò: iniziavo ad averne timore.<br />
Una domenica mattina decisi di riaffrontarlo; di fronte alla mia camera c&#8217;è un bosco, la finestra ridà sugli alberi.<br />
Misi su il cd, lo riascoltavo. La foto non riusciva nell&#8217;intento. Il pennello era troppo morbido per rappresentare quel suono. Come disegnare questi alberi graffianti in un freddo secco? Col taglierino! Presi un cartoncino e mentre ascoltavo il cd mi esaltavo: iniziai a tranciarlo con il taglierino, credetemi, come un maniaco.<img class="alignleft size-full wp-image-438" title="marig_02" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/marig_02.jpg" alt="marig_02" width="400" height="233" /> A volte pensavo ad una puntata di Muciaccia ma per adulti.<br />
Fu la prima volta che disegnai con un taglierino e mi accorsi che rendeva come nessun altro strumento poteva fare in quel caso. Giacchè mi trovavo, presi il foglietto dove mi ero appuntato i titoli e creai un lettering fatto apposta per l&#8217;album, sempre con il taglierino:</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-439" title="marig_03" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/marig_03-300x162.jpg" alt="marig_03" width="300" height="162" />Da quel punto si può dire che iniziò la lavorazione finale dell&#8217;album.</p>
<p>Riutilizzai tutto, compreso le vecchie pennelate, per gli interni. <img class="alignleft size-medium wp-image-445" title="mari_05" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/mari_05-300x100.jpg" alt="mari_05" width="300" height="100" /></p>
<p>Un&#8217;idea che mi balenò in testa per il front cover era quella di inserire un albero disegnato con il pennello, dunque più morbido, tra gli alberi disegnati con il taglierino: avrebbe rappresentato una diversità di sensibilità. L&#8217;effetto visivo però non mi piaceva così lasciai perdere. E siamo arrivati alla copertina attuale</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-440" title="mari_04" src="http://www.kainmalcovich.com/blog/wp-content/uploads/mari_04-300x255.jpg" alt="mari_04" width="300" height="255" /></p>
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