Distratti per mestiere

23 novembre 2009

mozart_kainUno schizzo rimasto inutilizzato per una locandina di un concerto a Milano.
Per quanto banale, penso che l’illustrazione rifletta la causa della sbadatezza di molti artisti: non ascoltano, si ascoltano, ascoltano quello che hanno per la testa.
Bè, non sempre, ok.
Questo spiega perchè non mi chiuderei mai in una stanza piena di artisti come mi è accaduto una volta, durante un compleanno a cui ero stato invitato, qui a Bologna: sembrava un insieme di monologhi. All’epoca non conoscevo bene neppure la festeggiata, ora che ci penso.

Mi presento da solo.

Suono, entro. Vedo una telecamera dentro questa cucina che riprendere gli invitati e proietta le loro immagini sul muro.
Sempre dentro la cucina. E tutti a guardarsi.

Ricordo solo che a un certo punto uscì il discorso delle “spiagge di Fossacesia”, abruzzesi, e avevo trovato, pensavo, un punto di appiglio per dialogare con questi tizi
- Ah, sai, la mia città è lì vicino! Conosco benissimo quella spiaggia
- Mh. Tuttavia sono per l’espressionismo. Io colgo, non tengo- Mi ha risposto
Non so cosa intendesse, forse condivideva o forse dovevo passargli sono il caffè. Se dovessi ridisegnare quella scena, farei questi tizi al tavolo e le loro ombre che dipingono, scrivono, si spompinano a vicenda e avvitano lampadine.

Altre volte la distrazione mi ha salvato. Penso ad anni fa; parlavo con un superiore:

- Sa, voi grafici siete proprio distratti a volte. Con lei non è ancora capitato ma lo aspetto. Lei che ne pensa? -  Mi fa

- Penso che se non ci distraessimo, noi grafici, da dove trarremmo l’ispirazione? Anzi, dovremmo distrarci di più.

Si complimentò con me per la mia paraculaggine.