Nello speciale numero di dicembre de Il Popolo – in tutte le edicole d’Italia nella seconda metà del mese – ci sarà (anche) una mia storia a fumetti di ben 4 pagine. Vedremo “l’avventuroso poichè precario” Carlo Marrone alle prese con una favola natalizia (un pò cinica ma con morale) chiamata “Bianco Marrone”.
Ultimamente ho problemi a trovare morali forzate per le mie storie, così sono partito improvvisando ed effettivamente l’improvvisazione ha portato Carlo in luoghi comuni natalizi ma visti dalla dinamica di questo anti eroe. Troverete quindi battute sugli affitti alti, sulla paura degli extracomunitari, sulle renne allo spiedo.
La storia ruota principalmente su un pensiero che lessi in un’intervista a Bono degli U2 a cui chiesero perchè una poco credibile rockstar come lui dovrebbe aiutare delle popolazioni povere; rispose in maniera per me illuminante: “Può un povero aiutare un povero?”
E, aggiungo, perchè i non poveri (noi) per non dire ricchi (alcuni di noi) non aiutano i più poveri?
Forse perchè siamo schiavi di quello che abbiamo – dobbiamo badare a tanti oggetti e cose, curarli, averne una manutenzione periodica; parliamo di oggetti, ripeto – ed è una schiavitù di cui bisogna parlare.
Hai barattato la tua libertà per degli oggetti?
Per quanto banale, do la precedenza alla verità del messaggio più che al suo alto o basso grado di originalità.
Bisogna ridare importanza e priorità alla verità dei messaggi più che al loro uso per mettere in risalto la nostra persona.






