Schizzo vettoriale inedito per un libro di Cerami di cui adesso non posso svelare il titolo. Non credo verrà utilizzato, così, eccolo qui sul mio sito.
Italiani miei
27 marzo 2010NUMBers – un’equazione sociale. Disponibile la nuova edizione
16 marzo 2010
Un paio di settimane fa ho presentato in anteprima presso Laganà – nella Sala Borsa a Bologna la nuova edizione di NUMBers – un’equazione sociale. Il volume è stato ripubblicato nella collana “Rivelazioni” della Rupe Mutevole Editore. Ne ho approfittato per ritoccare, asciugare e ristrutturare alcuni testi rispetto alla versione precedente edita dalla Gattogrigio Editore. Come detto nella presentazione “stavolta c’è più sentimento nei personaggi”. E c’è anche una mia introduzione e una postfazione di Alessandra Di Gregorio, autrice di Vanessa per citare uno dei suoi lavori.
Copio e incollo alcuni dati che ho trovato su un sito; divertente che in alcuni di essi si siano sbizzarriti riguardo il genere: chi non ha riportato nulla e chi lo ha definito “letteratura straniera”.
- Titolo: Numbers. Un’equazione sociale
- Tipo: Libro in Brossura
- Autore/i: Malcovich Kain
- Illustrazioni: illustrato brossurato
- Collana: Rivelazioni
- Genere:
- Pagine: 36
- Editore: Rupe Mutevole
- Anno: 2010
- ISBN: 9788896418543
Un’idea per laripubblica.com
9 marzo 2010D’Autilio – inverno 2009/2010: dietro le quinte
5 marzo 2010Nel sito dautilio.com potete vedere un filmato con alcuni scatti del fotografo Roberto Colacioppo fatti per la realizzazione della comunicazione di D’Autilio Inverno 2009/2010 di cui sono stato art director. Le immagini alternano i prodotti con dei provini e alcuni “dietro le quinte”.
BuenRetiro
24 febbraio 2010Illustrazione per una locandina dei BuenRetiro. Mauro mi ha chiamato e mi ha fatto sentire uno dei nuovi pezzi. Bellissimo, mi piacciono molto, loro. Molto puri, onesti con i sentimente e nel parlarne. Mentre ascoltavo ho schizzato questo con la pennetta grafica. E’ strano fare grafica per della musica, quest’ultima ti porta in posti e lavori imprevisti e a cui non avrei pensato razionalmente. Come accaduto con i The Marigold.
Anna Politkovskaja – bozza inedita
15 gennaio 2010
Questa è una illustrazione/bozza mai proposta all’editore per il libro “Anna Politkovskaja”, Promo Music Books.
Giocavo con la neve, il rosso, e una città fatta di cartone. Alla fine si è optato per qualcosa di più semplice e d’impatto, come vedrete in tutte le librerie.
Malcovich su Carta Straccia
7 gennaio 2010
Dal nuovo numero di Carta Straccia, fanzine urbana che sta riscuotendo un discreto successo popolare, ci sarà una mia nuova serie di personaggi creata ad hoc per la rivista; pensando al suo aspetto assai “urbano”, punk e underground ho ideato la saga de “Gli uomini volantino” che viene introdotta così:
“Camminando per strada incrociate sguardi. Per quattro secondi immaginate, cercate, penetrate quelle persone. Prima di andare avanti e buttarle via”.
In pratica in ogni numero vorrei disegnare un personaggio che ho incontrato nella realtà e immaginare la sua vita, le prime impressioni che mi ha dato e fantasticare su di esse, prima di continuare a camminare e dimenticarlo.
Un caffè scorretto
25 dicembre 2009
Vi immaginate di poter conoscere ogni singolo bar e i suoi clienti, i loro pensieri, le loro vite, I loro gusti, i loro racconti, il loro umore? Ora vi viene data questa opportunità con un libro, “Caffè Scorretto“, edito in tiratura limitata dalla Caffetteria Fenaroli di Lanciano.
Pubblicato il 23 dicembre per festeggiare i 15 anni di questo locale molto molto particolare. Diversi CLIENTI (e vi assicuro che i clienti sono molto particolari) hanno aderito scrivendo aneddoti, racconti immaginati in quella location, donando scatti di volti, di bicchieri, di cani, di cantanti, di sorrisi, di passanti. E fumetti. Tra questi clienti ci sono anche io e vi ho pubblicato una storia chiamata “C’era un siciliano, un irlandese e un abruzzese“; si tratta di un racconto illustrato in cui tre persone si incontrano a Bologna e ognuno racconta della sua terra di origine. Arrivato il turno dell’abruzzese (io) inizia la storia commemorativa di questa Caffetteria. Questo incontro c’è stato realmente, ne ho parlato anche in questo blog, circa tre anni fa, quando mi ero appena trasferito a Bologna. I riferimenti sono reali.
Torniamo al volume. Penso che sia un’opera unica. Leggere di clienti che raccontano di ricordi tutti loro è commovente, umano, caldo. Intimo. Segreti dati in stampa. Scrittori inediti. Il resto del mondo non sa cosa si sta perdendo. Un bel regalo per far entrare in questo bar chi non c’è mai stato.
Musica e gettoni? Non un juke box ma una lavanderia automatica.
14 dicembre 2009
Domenica scorsa.Dovevo lavare un pò di roba. Così io e il mio coinquilino Fab abbiamo deciso di usare quell’oretta di attesa per fare un concerto acustico con invito virtuale generico inserito sul mio profilo facebookiano due ore prima (mentre pranzavamo, praticamente.Buono il tonno). Il live, tenutosi presso una lavanderia a gettoni in via Saragozza, Bologna, è durato 30 minuti + pausa trasferimento panni dalla lavatrice all’asciugatrice + 30 minuti=asciugatura. Ringraziamo chi è venuto! E’ stato fantastico suonare davanti alla fermata del 20 con la vecchina che approvava.
BIANCO MARRONE – in tutte le edicole da metà dicembre su “Il Popolo”
10 dicembre 2009
Nello speciale numero di dicembre de Il Popolo – in tutte le edicole d’Italia nella seconda metà del mese – ci sarà (anche) una mia storia a fumetti di ben 4 pagine. Vedremo “l’avventuroso poichè precario” Carlo Marrone alle prese con una favola natalizia (un pò cinica ma con morale) chiamata “Bianco Marrone”.
Ultimamente ho problemi a trovare morali forzate per le mie storie, così sono partito improvvisando ed effettivamente l’improvvisazione ha portato Carlo in luoghi comuni natalizi ma visti dalla dinamica di questo anti eroe. Troverete quindi battute sugli affitti alti, sulla paura degli extracomunitari, sulle renne allo spiedo.
La storia ruota principalmente su un pensiero che lessi in un’intervista a Bono degli U2 a cui chiesero perchè una poco credibile rockstar come lui dovrebbe aiutare delle popolazioni povere; rispose in maniera per me illuminante: “Può un povero aiutare un povero?”
E, aggiungo, perchè i non poveri (noi) per non dire ricchi (alcuni di noi) non aiutano i più poveri?
Forse perchè siamo schiavi di quello che abbiamo – dobbiamo badare a tanti oggetti e cose, curarli, averne una manutenzione periodica; parliamo di oggetti, ripeto – ed è una schiavitù di cui bisogna parlare.
Hai barattato la tua libertà per degli oggetti?
Per quanto banale, do la precedenza alla verità del messaggio più che al suo alto o basso grado di originalità.
Bisogna ridare importanza e priorità alla verità dei messaggi più che al loro uso per mettere in risalto la nostra persona.
Carlo Marrone su Il Popolo di dicembre. In tutte le edicole.
7 dicembre 2009
Nel numero di dicembre de Il Popolo, Carlo Marrone se la vedrà con la questione del crocifisso e ci sarà un dialogo alla Don Camillo.
Qui di fianco vedete una vignetta, all’interno del giornale troverete la striscia intera.
Ho avuto modo di esporre la mia a riguardo: la religione è una cosa molto intima, non va imposta ma va trovata. Al di là del credere o meno mi ha però incuriosito la reazione della gente: quando il crocifisso c’era nessuno ci faceva caso; ora che va tolto tutti si accorgono della sua presenza. Paradossale.

Piccola nota: dal numero scorso ho disegnato anche i personaggi del Poposcopo ovvero Carlo Marrone in “pose da segno zodiacale”. Qui trovate una versione di “Cancro” rimasta inutilizzata e sostituita all’ultimo momento
La cover di TAJGA dei THE MARIGOLD
3 dicembre 2009Ormai probabilmente avrete sentito parlare di questo album uscito con la Acid Cobra Records, Deambula Records e I Dischi del Minollo.
Prodotto da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator penso sia uno dei migliori dischi che ho sentito nell’ultimo anno e mezzo.
Io e i The Marigold, oltre a conoscerci personalmente, abbiamo già collaborato per il loro precedente Erotomania di cui ho curato la grafica. Continuo a pensare che quella copertina se stampata su un 33 giri avrebbe reso molto molto di più. Un’altra chicca da rivelare è una canzone chiamata The Cluster composta dal cantante, Marco Campitelli, in cui suono una chitarra e partecipo come backing vocal: è la song che uso nel filmato delle presentazioni di NUMBers e che in genere scatena il ballo in pubblico. Tutt’ora rimasta inedita.
Circa un anno fa Marco mi ha ricontattato per farmi ascoltare come procedevano i lavori del nuovo album e sopratutto per propormi di curarne la grafica. Quando ho ascoltato i pezzi sono rimasto spiazzato e intimorito: spiazzato perchè è un album molto diverso dal precedente – è più spirituale e meditativo - e intimorito perchè sentivo di trovarmi di fronte a qualcosa di importante: c’era una responsabilità grande: dare l’immagine a un grande album.
Ascoltandolo mi veniva in mente il bianco, il freddo, la neve. E un’innalzamento direi spirituale: alberi che si protendono dalla neve in terra verso il cielo. Sono partito da uno scatto che feci a Mantova mesi prima.
Tuttavia, anche rendendolo in bianco e nero, la foto non rendeva. L’album aveva un che di graffiante.
Era un freddo che faceva male. Che scavava. Che lasciava un segno. Inconscio, fa freddo dentro.
Se una foto non riusciva ad esprimere l’inconscio di un ascoltatore, forse conviene far disegnare o scrivere quest’ultimo.
Presi pennello e acrilico e iniziai a dipingere degli alberi neri che emergevano dal bianco foglio, bianco neve.
Le inviai a Marco, anche se non ero ancora convinto. Bè, neanche lui. In effetti mancava qualcosa, a parte il font un pò “fighetto”. Riguardandole adesso, penso che queste bozze sarebbero stare buone per degli eventuali singoli tratti dall’album.
Lasciai il lavoro in sospeso per un pò: iniziavo ad averne timore.
Una domenica mattina decisi di riaffrontarlo; di fronte alla mia camera c’è un bosco, la finestra ridà sugli alberi.
Misi su il cd, lo riascoltavo. La foto non riusciva nell’intento. Il pennello era troppo morbido per rappresentare quel suono. Come disegnare questi alberi graffianti in un freddo secco? Col taglierino! Presi un cartoncino e mentre ascoltavo il cd mi esaltavo: iniziai a tranciarlo con il taglierino, credetemi, come un maniaco.
A volte pensavo ad una puntata di Muciaccia ma per adulti.
Fu la prima volta che disegnai con un taglierino e mi accorsi che rendeva come nessun altro strumento poteva fare in quel caso. Giacchè mi trovavo, presi il foglietto dove mi ero appuntato i titoli e creai un lettering fatto apposta per l’album, sempre con il taglierino:
Da quel punto si può dire che iniziò la lavorazione finale dell’album.
Riutilizzai tutto, compreso le vecchie pennelate, per gli interni. 
Un’idea che mi balenò in testa per il front cover era quella di inserire un albero disegnato con il pennello, dunque più morbido, tra gli alberi disegnati con il taglierino: avrebbe rappresentato una diversità di sensibilità. L’effetto visivo però non mi piaceva così lasciai perdere. E siamo arrivati alla copertina attuale










