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<title>KainMalcovich.com :: Blog</title>
<link>http://www.kainmalcovich.com/</link>
<description>Pagina web di Kain Malcovich, graphic designer, fumettista. Nel sito troverete news, i lavori fatti nel campo dell'advertising, i suoi fumetti, le sue illustrazioni e un interessante blog a cura di Elisabetta Filippi, volontaria dello SCI che ci racconta e ci aggiorna periodicamente sui suoi viaggi nelle zone di guerra della Palestina e la sua testimonianza del G8 del 2001.</description>
<generator>KainMalcovich.com</generator>
<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
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			<title>Giovedì 08 Ottobre, 2009 11:53 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=102009</link>
			<description>Potete trovare le mie ultime news, ricche di immagini e schizzi, su

kainmalcovich.wordpress.com

in attesa di fare un restyling a questo sito.
Nel frattempo, se volete farvi i fatti miei, qui di fianco c'è l'archivio degli ultimi 4 anni con aneddoti,
sesso, pistole (li mettiamo prima che pare attirino), incontri ravvicinati con personaggi pubblici in situazioni bizzarre come toilets di pizzerie, idee solo pensate, idee realizzate, sospiri, sollievi, tragedie, amori e tutto ciò che rende la vita forse...unica. Come la vostra,
la mia.</description>
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			<title>Giovedì 07 Maggio, 2009 11:08 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=052009</link>
			<description>Nel numero di giugno di PH FASHION ci sarà una mia intervista sulla linea di K-Shirt creata insieme alla eMKey, la &quot;Kainmalcovichmakeslovewithemkey&quot;

www.myspace.com/kainmalcovichlovesemkey

Nelle dieci domande si parlerà del perchè mi sono lanciato in questo campo, su cosa sto lavorando e cosa ho in mente.
In più sul &quot;perchè ti chiami Kain Malcovich?&quot; Ah ehm.
Creativo ospite del prossimo mese. 
Ci sarà qualche testimonial famoso, cari discotecari.</description>
		</item>
		
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			<title>Mercoledì 06 Maggio, 2009 9:57 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=052009</link>
			<description>L'altra mattina ho aperto la finestra. Quel profumo. Come vino resìna. 
Sei dolce. 
Quel profumo nell'aria, i fiori sono bolle di sapone, gli alberi hanno piccoli miracolosi pensieri che volano a te con le messaggere farfalle, messaggi che sanno di mia fortuna e miracolo nell'universo.
Com'è potuto uscire tutto questo casualmente.
L'innamoramento ha una strana simmetria che nessuno essere umano può pianificare.
Ho lasciato la primavera entrare, anche se sa quanto sia restio e introverso. 
Vuol farmi arrossire, perdermi, per quel minuto che l'ascolto.
Perdersi in primavera.
Ho lasciato entrare. 
Perchè credo sia giusto così.

L'altra mattina ancora camminavo. 
Guardavo gli alberi sporgersi dai giardini, dai parchi, dai cancelli. 
Verso la strada.
E' curioso come quel rosa nevichi sull'asfalto, gli sussurra &quot;sssh, basta, basta.&quot; Non è tempo di asfalto.
Petali coprono le scalette di casa, la sera promette altri miracoli, la bellezza è una mano da prendere e da averne cura, è un sussurro a cui appigliarsi quando attorno scorre un traffico che non ti appartiene. 
Primordiale è il sentire, nato prima della ragione.
Un sussuro, un sussurro di una sirena mi dice di non perder tempo in ufficio. 
Sei dolce. Mi chiami. Sei dolce.
Ho solo qualche mese per tenere questa mano, nella storia di questa Terra sono fiori unici , ora e adesso, l'anno prossimo ce ne saranno altri, altri colori, altri petali, altre sirene, un altro senso ed io forse non percepirò più così.
 
Mi bagno le labbra di questo vino resìna. 
Mi permetto un attimo di  perdermi.

Taci traffico, non me ne frega più nulla di te.

Silenzio.

Tutti i fiori protendono verso la strada, verso i passanti;
penso che la natura sia estroversa.

E credo sia giusto così:  qualsiasi piccolo e grande big bang confida le proprie ambizioni quando si lascia andare fino a riempire una stanza con una manciata del suo universo, un bicchiere che si riempie di delicato magenta che sale sulle mie pareti.
La mia stanza. 
La resìna, la lascio entrare.</description>
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			<title>Mercoledì 29 Aprile, 2009 11:22 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=042009</link>
			<description>Teresa ha ritrovato questi pensieri; li riporto, credo siano importanti.
Falli tuoi, lo sono.

&quot;- non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. la crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.

- la creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. É nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.

- chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. la vera crisi è la crisi dell'incompetenza.

- lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. É nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.

- parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro!

- l'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein (1879-1955)&quot;
</description>
		</item>
		
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			<title>Domenica 26 Aprile, 2009 4:38 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=042009</link>
			<description>Vi ricordate i gioco libri? Quei libretti che trovavate dal cartolibrario con opzioni di scelta sull'inizio, sul finale di una storia etc (&quot;vai a pagina 4 se vuoi che Conan uccida la selvaggia Clitoride&quot;)? Ecco, è come il sabato:
come è stato questo sabato. 

OPZIONE 1 del sabato mattina.
Mi sveglio.
E' sabato. Sabato. Potrei starmene a casa e godermi il suo torpore:
caffè amaro guardando gli alberi dalla finestra, riflettere in modo depresso e melanconico sulla vita, essere un due coglioni di uomo. Magari di mezzo anche una doccia. Fumare, fumare tanto, per casa. Per casa sbattere a destra e a sinistra come un pipistrello, ma con quel pò di radar darwiniano necessario a prender la pentola e farsi unl risottino ai funghi industriale, sapete, quelli chimici nei sacchetti che nelle mensole dei single non mancano mai.

Ah, nessuna donna ce la fa a tenermi la mano, solo a prendermela. E questo non è amore. Amore.
Ecco, pensieri come questi, mentre guardo gli alberi che si fanno gli affari loro, &quot;mah, vegetiamo, vedi tu&quot;.

Perchè è sabato.
SABATO.

OPZIONE 2 - Sabato mattina
Oppure.
Vago in Via Indipendenza in pantofole e arrivo in stazione. Guardo il cartellone ancora una volta come se stessi buttando una pallina in una roulette. Rosso nero, rosso nero, pari e dispari, Venezia Milano Genova Pescara. Dove vado, dove vado? 
Parto.
PARTO.


Bè, è andata così. Ho scelto la 2.
Sabato sono partito.
Vado in stazione. Passo dal giornalaio. Non sapevo cosa leggermi in treno. Rolling Stones? Ma non mi piace. Max? Ma andiamo. GQ? Una volta mi piaceva ora no, uno di noi due è cambiato. O entrambi. Mi fermo a sbirciare.
&quot;To', il libro di Marco Travaglio che ho impaginato, &quot;Promemoria&quot; . Non sapevo si trovasse anche dal giornalaio.
&quot;Mi dà quel volumetto su Idro Montanelli?&quot; Fa un tipo affianco a me.
Mi giro. Indovinate chi era?
Marco Travaglio.
Ma pensa te, alla stazione lo incontro. Dei ragazzi gli stringono la mano. Io lo fermo, gli dico che non ci siamo mai conosciuti di persona e che se il suo libro non gli dovesse essere piaciuto come impaginato e grafica è tutta colpa mia, mentre corriamo per un tratto tutti e due ai relativo binari.
&quot;Ah. L'hai impaginato tu. Ma guarda dove ci dovevamo incontrare -  mi fa. - Quindi sei il grafico?&quot;
&quot;Si&quot; gli dico
&quot;E ora che fai?&quot;
&quot;Il grafico&quot;
Ciao ciao.
Che incontri bizzarri in stazione.


Parto, arrivo in quell'incantevole paesino tra Mantova e Brescia, Castiglione Delle Stiviere.
Gli amici della Gattogrigio editore stavano trascorrendo un sabato pomeriggio promuovendo libri dentro questo splendido cortiletto dal sapore &quot;post guerra, metà novecento&quot; (sarà che ieri era il 25 della Liberazione): mura vecchie, edera che vi scende, resti di portici in mezzo ai quali c'era un biliardino. L'orario era perfetto: appena dopo pranzo, quando c'è quella quiete da paesino mediterraneo.
Guardavo incantato questo cortiletto sentendomi fortunato di essere lì.
Regalati una giornata. Se fossi rimasto a casa, mi dicevo...Questa giornata ti è stata regalata.
Mi trovo della carnazza da mangiare, un piattino di plastica sulle ginocchie. E mi fumo la mia paglia, oh si, mentre i musicisti iniziano a suonare. Musica da post guerra, in quel cortiletto da post guerra: violino contrabbasso etc, come se vedessi davanti a me il Maresciallo (mio nonno) danzare con la Contadina (mia nonna). E c'era la violinista, una creatura dolce, rosea.
La guardavo, la amavo in silenzio, sotto l'edera. 
Quando sono rimasto da solo non volevo perdere l'attimo; prendo un foglio e una penna, la guardo, mi appunto quelle emozioni, perchè in città è diverso quando lo riscrivi, si.
La città è...grigia.
Scrivo queste poche righe su un foglio volante, come se  avessi rubato qualcosa da quell'aria e me lo volessi  riportare a casa:

Come sfiori
la mia attenzione, violinista. 
Mi emozioni.
Il modo che hai di levigare la mia percezione di te, 
liutaia.
Olio, ruvido, suoni, seghi via il resto di cui non abbiamo bisogno. 
Scultrice, pittrice, 
cuoca.
Le tue guance rosee, di quel rosato mi bagno e mi immergo
se inspiro mentre ti guardo
potrei annegar.
Saliva.

Guance rosee, rosa
è il tramonto, 
e se avanzo sei notte umida
e avanzo ancora come un soldato, principessa fatti far prigioniera: sei mattina; 
nuda rugiada in nude vallate da scoprire
curioso voglio azzardare e baciarti scendendo:
spiegati, fiore.

Tutto trascini, imbranata,
sedie, panche, strade e piazze
tutto il mondo come in un buco nero
un burrone infinito;
dolce è il pensiero di non toccar mai il fondo.
Ti voglio toccar con un dito.

Porco. Ripiego il foglietto. Nello zaino, il mio zaino borchiato storico dei viaggi.
Gli amici propongono di andare a Parma.
Andiamo a Parma. Bellissima, una crema.
Il parco immenso, aironi che facevano due passi. 
Locali colmi di universitari, carichi di fanciulle e di ormoni profumati
come dinamite: arriva maggio, eh.

Poi.
Poi andiamo in piazza.
E chi troviamo in piazza?
Vincio Capossela. E Bergonzoni ospite. Fantastico.

Tutto questo non puoi programmarlo, capisci.
Non puoi.
Regalati una giornata.
Opzione 2.


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		</item>
		
		<item>
			<title>Mercoledì 15 Aprile, 2009 10:16 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=042009</link>
			<description>Guardavo un film sul due, qualche sera fa.
Parlava di un pubblicitario incazzato che incontra Charline Theron.

E' solo un film, mi sono detto. Si. 
Poi mi sono addormentato e chissà, il resto l'avrò sognato.

Quando ho riaperto gli occhi ero in treno, tornavo a Bologna. Il treno ha avuto un guasto qualche chilometro prima della mia fermata. Così, rimasto inscatolato per qualche minuto, ho ripensato e raccolto quei cocci che mi stavo portando in tasca dall'Abruzzo. Ricordi, ecco cosa, questi sono i cocci.

Richiudo gli occhi.
Li riapro in piazza Plebiscito, qualche sera prima.
Quando ero sceso giù. La piazza era piena di gente, sarà per Pasqua, sarà per il Terremoto. Sarà per ovvie ragioni. Ho parlato con degli amici, con della gente. Tutti indaffarati. Tutti. I disastri sono uno strano collante: per quanto facciano a pezzi case, incollano un popolo di più come effetto collaterale. 

Riapro ancora gli occhi.
Sono davanti alla chiesa di Santa Chiara, sempre a Lanciano. Chiedo cosa serve, cosa posso fare, comprare. Sapevo che c'era un gran intasamento, non era il caso di aggravarlo e portare roba inutile. 

Bè, parliamoci chiaro, parliamo della dispersione. Se a un popolo intero dai un pane, ci sarà una briciola a testa. 
Se dai un pane ad una famiglia sola, la sfami. 
E se ognuno da un pane ad una famiglia, sfami diverse famiglie. Se ognuno sa di essere l'ago della bilancia, il mondo può pesare anche dal lato buono. Un pò com'è accaduto nel terremoto del Friuli, se non sbaglio. 

Comunque, i più pratici erano al lavoro da tempo. I poveri coglioni come me, abituati a scrivere, disegnare, parlare, in quel momento erano senza parole. 
&quot;Serve latte. Scatolame. Intimo, mutande calzini. E dei pastelli per i bambini. E' bene farli disegnare&quot;.
La cosa mi ha procurato una ulteriore crepa al cuore, come se fosse crollato un asilo in quello strano paese che conservo dentro una boccia di vetro, nel ventre, e che riguardo spesso.
Sono andato a fare la spesa, con dei soldi bolognesi e miei, riempio il carrello. Non stavo più facendo i conti, prendevo la roba e mi dicevo &quot;fanculo, qualche sigaretta di meno questo mese, su&quot; e buttavo barattoli nel carrello, &quot;fanculo questo è più giusto. I bambini. I bambini devono disegnare, anche loro. E due scatole di latte, due ne prendiamo, si che servono. E le mutande e quella roba&quot;.
Pensavo al fango, non so perchè, immaginavo il fango.

I bambini devono disegnare anche loro. Non l'ho scritto prima, per paura che a Povia venisse uno strano schiribizzo di ripartecipare a San Remo.

Porto tutto a Santa Chiara. Mi faccio un giro dentro. Trovo degli amici impegnati, stavano smistando roba in arrivo, davano vestiti a sfollati presenti. Sorridevano, gli amici, si facevano forza tra di loro.
Facevano forza a chi ha perso tutto, dando tutto.
L'umanità è una casa. Quando ti viene negata crepi di freddo fuori, da solo. Quando ti viene data, è il tuo rifugio dove vuoi tornare. O per ricostruire. Così ho visto queste persone che a modo loro erano una casa, e sono fiero di loro.

Ricordo un pranzo veloce con mio padre e mio fratello, i racconti di mia madre sul terremoto, le passeggiate, chi voleva andare a dormire in macchina.

E ricordo la pasquetta. Quello sguardo di quella signora. Ella sorrideva e cercava un sorriso. E io glielo davo come se le stessi passando un bicchiere di rum da buttare giù. Rideva. Canti popolari, la gente suonava, ballava. 
Gente si era alzata presto la mattina per cucinare. 
Fiero di loro. Di loro.

Torno a Bologna.
I mie colleghi mi chiedono.
&quot;Si, il nostro popolo è così&quot;
Come l'ha definito il mio amico Paolo, mi perdoni se riporto questa parte di mail personale:
&quot;In giro per il mondo di queste catastrofi ce ne sono state tante... ma ora e` toccato a noi. Ed ora tocca a noi reagire e lo stiamo facendo. 
Grandi pastori abruzzesi... bianchi - forti e coraggiosi. Tocca tornare alle origini... non siamo adatti alla borghesia noi.... 
Tocca tornare alle origini e la terra ha dato il primo richiamo&quot;

Torno a Bologna con una consapevolezza. Che i capricci da viziati sono il frignare di un bambino che vuole solo soffocare il più rumorosamente possibile.
Il frignare di un vero bambino è l'esatto opposto; urla per toccar la luce.
Che la parte buona della vita è un'altra. 
Che l'egoismo è il modo migliore per sparire dalla terra.
Che queste persone che ho visto sono degli eroi sbucati dal cuore.
Che il mio popolo è forte e coraggioso.

Che io scriverò di voi.
Perchè ora le parole le ho trovate. Parole come &quot;le cose importanti della vita&quot;, &quot;l'umanità&quot;, &quot;l'amore&quot;. 
&quot;L'Abruzzo&quot;.

&quot;La vita&quot;.

E quello che ho scritto, per quanto poco utile in senso pratico a queste persone bisognose e a queste persone che hanno aiutato, sono ciò che dirò in giro, ovunque. Parlerò degli amici, dei conoscenti, di mia madre, di quegli occhi. Ogni qualvolta qualcuno non mi saprà ancora dire dove si trova l'Abruzzo. 
Nel centro, nel centro del petto.</description>
		</item>
		
		<item>
			<title>Giovedì 09 Aprile, 2009 9:03 am</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=042009</link>
			<description>Ringrazio Elisa e gli amici di Gaza che hanno mandato messaggi di solidarietà per l'Abruzzo.
Il cuore è l'epicentro: questi messaggi arrivano lì e danno carica.

Non pensate solo ai soldi per risolvere questa situazione (ringrazio comunque di cuore chi li ha donati come Ivan: sei stato proprio SuperIva, devi esser fiero, io lo sono di te!):
ognuno usi i propri mezzi per aiutare e per cambiare le cose: 
in questa officina, per far ripartire questo spaccato motore, ognuno è specializzato per componenti differenti.
è per questo che siamo diversi.
Anche gli elettrauti: è un periodo buio, servono anche loro. Idee, ora più che mai. 
Non pensate di essere inutili, cercate di capire qual'è il vostro pezzo e agite, ma lo sapete già.
Mia madre è stata la madre di qualcun altro questi giorni.
I miei amici, gli amici di qualcun altro. 
Sono molto fiero di voi, veramente.
Cerchiamo di essere la casa di chi l'ha persa, ora.
Lo abbiamo sempre fatto, in fondo, di fronte alle difficoltà, mai tirati indietro</description>
		</item>
		
		<item>
			<title>Martedì 07 Aprile, 2009 7:22 am</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=042009</link>
			<description>Non so.

Mi telefona mia madre, ieri sera.
&quot;Allora, Mi'? Tutto apposto?&quot;
&quot;Si, mamma tutto ok. Sto seguendo le notizie in tv&quot;
&quot;L'importante è che tu stai bene, qui....&quot; 
mia madre inizia a piangere. Per telefono. Io, qui, a Bologna. Mia madre piange per telefono.
Lì in Abruzzo. 150 morti.
&quot;Qui....è bruttissimo. Sono arrivati gli sfollatti a Lanciano. Li stiamo aiutando con il gruppo di Santa Chiara. Stiamo portando piumoni, roba da mangiare. Ma devi vederla, questa gente. E' bruttissimo, è bruttissimo. - piange - Ciao&quot;
La sento che continua a piangere. 

Mentre riattacca.

Sono le 7 e 21, ora. 
179 morti.

Ieri mi sono reso conto di molte cose. 
Una persona che non sento da almeno 4 anni mi ha telefonato e mi ha detto &quot;ti sono vicina&quot;. 

E il fatto che ora debba tornare in ufficio a sistemare il cappello a John Wayne per una copertina di un dvd mentre sta accadendo tutto questo, mi fa riflettere non poco.</description>
		</item>
		
		<item>
			<title>Venerdì 27 Marzo, 2009 3:06 pm</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=032009</link>
			<description>In prima pagina de La Repubblica (versione nazionale) di oggi c'è la pubblicità del libro di Marco Travaglio, &quot;Promemoria&quot;, di cui ho realizzato lo studio grafico e l'impaginato

Wow, non pensavo di &quot;finire in prima pagina&quot;; quel ragazzino di 20 anni che studiava all'Università e che ora ha 29 anni deve esser contento, da qualche parte dentro di me

</description>
		</item>
		
		<item>
			<title>Martedì 24 Marzo, 2009 12:59 am</title>
			<link>http://www.kainmalcovich.com/latest.php?b=032009</link>
			<description>Credo che non ti ho lasciato entrare, per te è rimasto tutto uguale, che ti risulti così banale, così normale, un pò teatrale. Non mi è facile dimenticare le mie debolezze, forse son quelle le bellezze, le difendo con del banale, del teatrale ma non è normale. Queste cose un pò casuali, non banali, dovremmo lasciar scivolar, senza pensar troppo a dove andar. Predico bene con troppe catene, dovrebbero farci altalene, non messe in scene.

Monsieur Malcovich mi ha rovinato più di un rapporto.
Per chi ci scinde troppo.
Son sempre io. Non so come scriverlo, meglio dirvelo.</description>
		</item>
		
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